È stato un anno molto intenso. Avrete notato che non pubblico da parecchio tempo: da gennaio sono arrivati molti lavori importanti, che mi hanno impedito di aggiornare il sito con la frequenza che avrei voluto.
Nel frattempo ho anche iniziato a riprogettarlo, con l’obiettivo di renderlo più comunicativo, attuale e in linea con le novità su cui sto lavorando.
Negli ultimi mesi, tra un progetto e l’altro e nei pochi momenti liberi, ho studiato molto: intelligenza artificiale, agenti, vibe coding, nuovi motori e possibili integrazioni tra questi strumenti.
Lo ammetto: più passa il tempo, più l’intelligenza artificiale mi appassiona. Continuo a sorprendermi per la quantità di cose che permette di realizzare.
Seguire la formazione, sperimentare e trasformare quanto appreso in servizi migliori è quasi un secondo lavoro. È però un’attività che ripaga, soprattutto quando si possiedono un buon background tecnico e la capacità di utilizzare questi strumenti con cognizione di causa.
In queste condizioni si possono progettare siti web incredibili.
No, non sto parlando di affidare all’intelligenza artificiale la creazione completa di un sito web.
Almeno per ora, molte delle promesse che circolano sono operazioni di marketing presentate come innovazioni rivoluzionarie.
Ho testato con occhio critico diversi siti generati interamente dall’intelligenza artificiale. A un primo sguardo possono anche risultare gradevoli, ma i limiti emergono presto: poca personalità, scarsa attenzione alla strategia e, soprattutto, grandi difficoltà quando arriva il momento di modificare, ampliare o mantenere il progetto.
Sono servizi che lasciano il tempo che trovano, specialmente quando promettono risultati paragonabili a quelli ottenuti da un professionista.
È comunque positivo che questi strumenti abbiano iniziato a percorrere questa strada. Tra qualche anno potrebbero raggiungere un livello molto più maturo. Oggi, però, creare un buon sito con l’aiuto dell’intelligenza artificiale resta un lavoro per professionisti.
L’IA è uno strumento potente per eliminare attività ripetitive e velocizzare interventi che prima avrebbero richiesto giornate di lavoro e che ora possono essere completati in poche ore.
Un aiuto per ridurre tempi e costi? Sì, soprattutto questo.
La qualità diminuisce? Dipende dal professionista, dalle sue competenze e dalla sua capacità di progettare, prima ancora che di eseguire.
In questi mesi ho fatto molto vibe coding. Ho sperimentato, sbagliato, corretto e messo a punto nuovi metodi con un obiettivo preciso: creare strumenti capaci di aiutare i clienti a gestire alcune attività in autonomia, ma con metodo.
L’autonomia non deve significare improvvisazione. Deve essere supportata da processi semplici, strumenti affidabili e una struttura progettata bene fin dall’inizio.
La mia ossessione per le performance dei siti web ha fatto il resto.
E non parlo soltanto di velocità di caricamento. Per me la performance è l’insieme degli elementi che rendono un sito efficace: struttura, usabilità, SEO, stabilità, manutenzione, pubblicazione dei contenuti, monitoraggio e capacità di produrre risultati.
Da questa ricerca sta nascendo una suite di funzioni collegate tra loro, che sto ultimando proprio in questi giorni.
L’obiettivo è ridurre sempre di più la dipendenza da plugin e codici di terze parti, mantenendo il controllo sull’intero sistema.
La suite comprende strumenti per:
I singoli strumenti possono funzionare in modo indipendente oppure comunicare tra loro. Condividono le stesse librerie di codice, limitano le duplicazioni e contribuiscono a mantenere il sito più leggero, ordinato e veloce, senza funzioni superflue.
Tra i primi strumenti che sto testando ci sono:
Li sto già utilizzando sui miei siti e i risultati sono molto promettenti. Queste funzioni entreranno progressivamente nei nuovi siti che realizzerò, sostituendo dove possibile soluzioni esterne più pesanti o poco controllabili.
Oltre al lavoro sui siti web, ho ripreso a esplorare un ambito che avevo lasciato da parte qualche anno fa per mancanza di tempo: quello delle app e delle web app.
Mi sto concentrando in particolare sull’integrazione di tecnologie GIS e QGIS, che aprono possibilità interessanti per la gestione e la rappresentazione dei dati geografici.
Sto lavorando anche a un CRM nato inizialmente per rispondere alle mie esigenze personali. Sviluppandolo, però, mi sono accorto che potrebbe essere utile anche ad altri professionisti che hanno necessità simili alle mie.
Le idee sono tante, i progetti continuano a crescere e il tempo sembra non bastare mai.
A volte vorrei che una giornata durasse 48 ore.
Ma è proprio questo il bello: continuare a studiare, sperimentare e trasformare le idee in strumenti concreti.